{"id":215,"date":"2025-08-19T22:26:14","date_gmt":"2025-08-19T20:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/?page_id=215"},"modified":"2025-08-20T12:57:51","modified_gmt":"2025-08-20T10:57:51","slug":"il-mito-musicale-del-re-cigno","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/il-mito-musicale-del-re-cigno\/","title":{"rendered":"IL MITO MUSICALE DEL RE CIGNO"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>IL MITO MUSICALE DEL RE CIGNO<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"> di Paolo Brecciaroli<\/h4>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Ludwig II Wittelsbach, giovane re di Baviera, viene conquistato dall\u2019arte di Richard Wagner grazie al mito del cigno, il candido uccello della purezza che, legato con una catena d\u2019oro, conduce su una navicella \u2018il salvatore\u2019 Lohengrin da Elsa. Il cigno apre il cuore del fresco monarca, sovrano incompreso &#8211; e non solo dal suo popolo &#8211; che si rifugia nella fantastica mitologia rievocata da Wagner, abbandonando la mediocrit\u00e0, la stupidit\u00e0, la quotidiana noia del mondo. Ed \u00e8 attraverso il cigno, identificazione della salvezza, che egli vive una trasfigurazione personale del tutto autoreferenziale, che si rifletter\u00e0 sulle sue azioni nel corso del suo breve e tormentato regno.<br>Nei suoi castelli favolosi, soprattutto Neuschwanstein e Linderhof, si circonda di una miriade di simbologie: affreschi con scene delle opere di Wagner, arredi con soprammobili a forma di cigno e, a Linderhof, addirittura una grotta artificiale con la ricreazione della Schelda che bagna Anversa, nella vicenda narrata centro della storia, e della navicella trainata dal cigno, sulla quale il sovrano ama navigare, in una sorta di trasposizione onirica della saga di Lohengrin, d\u2019immedesimazione personale nel mito. Tutto questo grazie alla capacit\u00e0 evocativa della musica del Maestro che lo sottrae al grigiore quotidiano, alla sua \u2018perfetta imperfezione\u2019, alla sua irriducibile infelicit\u00e0, per condurlo verso i lidi della grandezza celeste, della possibilit\u00e0 di amare, ma soprattutto di vivere una dimensione scevra da ogni legame con la vita reale. E quindi la catena d&#8217;oro, che il cigno utilizza al principio e alla fine dell&#8217;opera per trainare la navicella con l\u2019eroe, \u00e8 in realt\u00e0 il trait d\u2019union, la via, l\u2019unico legame accettabile che, immerso in una straordinaria atmosfera di suoni, sospende la vita fuori e al di sopra del tempo. Un viatico che diventa di per s\u00e9 un&#8217;assoluta liberazione dal reale, una fuga dal reale. Lohengrin \u00e8 al contempo un dramma lirico e onirico e soprattutto, grazie al mito del cigno, fa rivivere la summa, la grandezza dell&#8217;ideale unione fra i due sessi. Del resto la stessa conformazione dell&#8217;animale, il suo lungo collo maschile e il ventre materno, prova la mitologia di questa ricongiunzione: l&#8217;amore rivive dunque nella sua pienezza umana, che per\u00f2 nel mito di Lohengrin, specialmente nella figura di Elsa, \u00e8 s\u00ec vissuto ma anche sconfitto dalla stessa paura di viverlo. Ecco perch\u00e9, nel momento in cui il cigno \u00e8 la trasposizione della vita, si trasforma in una presenza straordinariamente reale e Ludwig, sedotto pi\u00f9 dal cigno che dall&#8217;uomo, vede in questo animale la guida, il rifugio, l\u2019estasi: il \u2018duca\u2019, direbbe Dante. La musica ha conosciuto l\u2019immagine del cigno in tante accezioni, traendone modi diversi per rappresentarne la figura leggendaria, animalesca o fantastica. Basti pensare alla chiave di lettura del balletto di Ciajkovskji \u2018Il lago dei cigni\u2019 o alla pi\u00f9 oscura trasfigurazione musicale operata da Jean Sibelius nel \u2018Cigno di Tuonela\u2019, animale favoloso che nuota maestosamente nello \u2018Stige\u2019 che bagna la terra dei morti, com\u2019\u00e8 concepita dalla mitologia nordica. Ma anche altri musicisti nella storia si sono avvicinati a questo simbolo creando sempre una condizione di rapporto trasfigurato, non quindi di rappresentazione meramente fisica, naturalistica.<br>Ed \u00e8 proprio nel momento in cui noi riusciamo a cogliere l&#8217;intenzione di re Ludwig di diventare emulo del cigno che comprendiamo il tentativo, patologico o meno, di una trasposizione fantastica che, attraverso la musica, cerchi di arrivare all&#8217;espressione totale dell\u2019immaginazione: la manifestazione della fantasia, snodo dell\u2019ispirazione e della creazione artistica, sentita soprattutto dai Romantici come rivelazione dell\u2019assoluto &#8211; Friedrich Schlegel direbbe dell\u2019anelito &#8211; ma cuore anche della trasposizione fisica e della possibilit\u00e0 di distacco da un mondo reale che spesso non \u00e8 ben accetto. L\u2019ideale romantico supremo si trasforma, vive e si evolve, raccoglie ed esprime tutto ci\u00f2 che nella configurazione materiale rappresentata da un candido volatile ha la sua perfetta manifestazione simbolica.<br>Nel Lohengrin la musica di Wagner giunge, forse veramente per la prima volta, a vertici sublimi. Licenziata dal Maestro a trentacinque anni nel 1848, dopo una gestazione di circa tre anni, viene coraggiosamente scelta, allestita e diretta per la prima volta da Franz Liszt all\u2019Hof- Theater di Weimar il 28 agosto 1850. L\u2019opera romantica giunge al suo apice. Grazie a Liszt &#8211; che anni dopo diverr\u00e0 suo suocero &#8211; Wagner diventa finalmente celebre e la sua carriera volge verso un pieno successo.<br>Gi\u00e0 nel \u2018Vorspiel\u2019 (preludio) al I atto, noto per l\u2019estrema difficolt\u00e0 dell\u2019esecuzione, non tanto dettata da una serie di passaggi tecnici arditissimi, specie per gli archi, quanto da una richiesta attenzione che gli interpreti, orchestra e direttore, devono porre alla costruzione di piani sonori molto diversificati, il Maestro raggiunge uno dei massimi vertici del teatro musicale di tutti tempi. In un suo scritto, egli evoca per questa pagina la figura geometrica del triangolo acuto, con il crescendo iniziale del volume quale vertice quando raggiunge la sua acme, seguito da un ripiegamento graduale verso il pianissimo che chiude l\u2019introduzione e d\u00e0 il via alla vicenda. Proprio questa pagina, celeberrima, \u00e8 il cuore portante dell&#8217;intera ispirazione dell&#8217;opera e soprattutto delle scene che riguardano l&#8217;avvento e la dipartita di Lohengrin e la comparsa del cigno, incantevole traghettatore &#8211; l&#8217;incantato trascinatore &#8211; che al culmine del dramma, ordinato dal \u2018volere celeste\u2019, si tuffer\u00e0 scomparendo tra le onde per riemergere nelle sembianze del fanciullo Goffredo, designato dalla Provvidenza al trono di Brabante. Il sacrificio del cigno genera dunque la vita.<br>Lohengrin rappresenta anche uno dei momenti fondamentali dell&#8217;arte drammaturgico- musicale wagneriana perch\u00e8 aggiunge un ulteriore ultimo tassello a quella rivoluzione tecnica che il Maestro, in pectore, sta maturando: la trasformazione dell\u2019opera romantica in dramma musicale. A breve comincer\u00e0 ad evolversi in lui il progetto compiuto della Tetralogia, che verr\u00e0 temporaneamente interrotto dal balenare fantastico di Tristano. La rivoluzione tecnica del Lohengrin consiste nell&#8217;uso frequente, qui fatto per la prima volta, del \u2018leitmotiv\u2019 : un tema, un motivo musicale ben caratterizzato e ricorrente che viene attagliato ad una situazione, ad un personaggio, ad una atmosfera, ad un sentimento. E nella sua continua avviluppante vicenda, nel suo metamorfico riapparire evolvendosi e svolgendosi nel corso del dramma, questo tema viene variato dalle circostanze, dalle azioni e pensieri dei personaggi, contaminandosi con sentimenti, slanci e paure. Raccogliendo cos\u00ec su di s\u00e9 tutte le caratteristiche di una libert\u00e0 e, al contempo, linearit\u00e0 consequenziale nello svolgersi temporale della trama, diventa l\u2019architrave, secondo la visione poetica di Wagner, della rappresentazione dell\u2019esistenza. Su tutto questo aleggia infine la poesia, l&#8217;incanto e la dimensione ultraterrena: l\u2019eroe viene dal mondo celeste e ritorna al mondo celeste, dove i sentimenti non sono \u2018umani\u2019, dove la realt\u00e0 non \u00e8 quella umana. E dove tutto trascolora in un respiro mai angusto, illimitato. Re Ludwig non poteva non essere affascinato da questa possibilit\u00e0 di distacco, di trasformazione. Il figlio di Thomas Mann, Klaus, anch\u2019egli morto suicida nel 1949, in un suo famoso racconto pubblicato nel 1937, \u2018Vergittertes Fenster\u2019 (La finestra inferriata), redige, intitolandolo non a caso \u2018la morte del cigno\u2019, un resoconto degli ultimi istanti della vita di re Ludwig che, quando trascina follemente con s\u00e9 il suo medico curante nell&#8217;annegamento nelle acque del Lago di Starnberg, dice di essere il \u2018cigno nero\u2019, la negazione della liberazione rappresentata dal \u2018cigno bianco\u2019 di Lohengrin.<br>Emblematica \u00e8 quindi l&#8217;affermazione che la dimensione umana si carichi di pessimismo all&#8217;interno della vicenda wagneriana. La sua parabola compositiva, partita da una consapevole affermazione di valori nazionalistici &#8211; per alcuni apertamente sciovinisti &#8211; drammaturgicamente suggestivi, carica di simbologie medievali nordiche ma imbevuta di debolezze umane, scopre la mitologia come veicolo della promozione dell\u2019uomo in una mistica dimensione soprannaturale e si vota alla sua espressione fino alla fine, per ripiegarsi in conclusione in un ambito che rimette tutto in discussione, persino, nel G\u00f6tterD\u00e4mmerung, ultima giornata della Tetralogia, la divinit\u00e0. Il fuoco purifica il male dell\u2019universo. Parsifal, cimento estremo del Maestro, sar\u00e0 la risposta ultima, l\u2019inattesa vittoria del bene sul male.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Brecciaroli<\/em>\u00a0(Riproduzione vietata)<\/p>\n\n\n\n<p><br><a href=\"index.html\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MITO MUSICALE DEL RE CIGNO di Paolo Brecciaroli Ludwig II Wittelsbach, giovane re di Baviera, viene conquistato dall\u2019arte di Richard Wagner grazie al mito del cigno, il candido uccello della purezza che, legato con una catena d\u2019oro, conduce su una navicella \u2018il salvatore\u2019 Lohengrin da Elsa. 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