{"id":277,"date":"2025-08-20T12:57:32","date_gmt":"2025-08-20T10:57:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/?page_id=277"},"modified":"2025-08-20T12:57:32","modified_gmt":"2025-08-20T10:57:32","slug":"vienna-e-il-walzer","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/vienna-e-il-walzer\/","title":{"rendered":"VIENNA E IL WALZER"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>VIENNA E IL WALZER<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"> di Paolo Brecciaroli<\/h4>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>Nell\u2019antica Grecia le espressioni artistiche fondate sul ritmo venivano considerate tre aspetti dello stesso fenomeno, strettamente legati l\u2019uno all\u2019altro: la poesia, la musica e la danza.<br>Riguardo a quest\u2019ultima, la musica popolare \u00e8 spesso classificabile come musica da ballo, intesa come sonoro sul quale basare l\u2019uso espressivo del corpo e, quindi, motore ritmico dei vari passi. Nell\u2019evoluzione storica si cre\u00f2 assai precocemente una marcata diversit\u00e0 tra danze manifestamente popolari e danze artistiche. La stratificazione della societ\u00e0 non pot\u00e9 che riflettersi nel ballo e le musiche popolari e artistiche camminarono in parallelo, raggiungendo spesso, in entrambi i campi, vertici di eccellenza. Fu nell\u2019ultima parte del Medioevo che si avvert\u00ec pi\u00f9 forte la differenza tra le due manifestazioni, che assunsero un significato strettamente peculiare nel vivere delle classi dominanti da un lato e del popolo minuto dall\u2019altro.<br>Nelle corti, dai piccoli potentati locali a quelle dei re, certi tipi di danza si costituirono in un rituale sociale che, col tempo, assunse valore cogente per chiunque ne facesse parte. I grandi musicisti di corte componevano apposite musiche destinate al ballo dei dignitari, che divennero poi, nel corso dei secoli, brani strumentali dalla forma strutturata che noi conosciamo col nome di suite e sonata.<br>Le danze popolari, invece, vivissime e spesso altissime forme d\u2019arte provenienti dal basso della societ\u00e0, non trovarono mai un reale riscontro nella storiografia e nella formazione del gusto dominante. Un importante tassello della vita delle persone, assolutamente ignorato perch\u00e9 contava solo la dimensione vissuta dall\u2019aristocrazia padrona del mondo. Lo shock della Grande Rivoluzione di fine \u2018700 non sconvolse solamente il modo di vivere della societ\u00e0 francese, bens\u00ec l\u2019intima natura dell\u2019intera convivenza umana. S\u2019inizi\u00f2 a concepire la vita basandola sul criterio dell\u2019utile, mentre i vecchi metri della filosofia e dell\u2019arte persero man mano l\u2019importanza cruciale che avevano rivestito fino ad allora nel- l\u2019esistenza delle persone e assunsero un ruolo secondario di inestinguibile aspirazione alla purezza, trasformandosi, sotterraneamente ma inesorabilmente, in intrattenimento puro. Tuttavia, il salutare lavacro della rivoluzione produsse un importante cambiamento. Nel XIX sec. gli stili, i tipi, le caratteristiche della musica di danza popolare entrarono nel nuovo gusto, fecero il loro ingresso nei salotti buoni e, infine, anche nelle sale da concerto e nei teatri. Fu uno degli aspetti pi\u00f9 innovativi del Romanticismo la tendenza, da parte degli artisti creatori, di appropriare alla propria tavolozza espressiva il lessico delle culture locali periferiche e del popolo minuto. Pensare a Chopin in modo corretto, ad esempio, significa tenere conto di quanto la mazurka dei contadini della Polonia profonda ne influenz\u00f2 l\u2019arte suprema. In questa incredibile trasformazione della cultura musicale occidentale assunse un ruolo centrale il walzer che, paradossalmente, proprio a Vienna, la capitale europea culla della reazione &#8211; non a caso vi si tenne il Congresso della Restaurazione &#8211; attecch\u00ec e divenne cifra di una societ\u00e0, di un modo di sentire e di vivere, probabilmente perch\u00e8 l\u2019indole del popolo danubiano colse da subito in questa danza la propria immagine riflessa. Cos\u00ec essa divent\u00f2 per la gente il simbolo della felicit\u00e0, del godimento, dell\u2019ultima stagione di pura libert\u00e0. La magia si manifesta nelle volute che i corpi dei danzatori disegnano sulla sua musica, nel vorticoso abbandono delle dame tra le braccia dei propri cavalieri, complici le frequenti sfavillanti toilettes delle signore e le candide divise degli ufficiali, nella fresca semplicit\u00e0 del suo ritmo ternario, scandibile senza sminuirlo con un vivace zum-pa-pa.<br>Pi\u00f9 in dettaglio il termine WALZER deriva dal verbo \u2018walzen\u2019 che significa tanto &#8220;girare&#8221; quanto &#8220;trascinare (i piedi)&#8221;. La coppia, strettamente legata, compie una rotazi one completa sul proprio asse con passi striscianti, alternando l\u2019attacco della successione del passo una volta col piede sinistro e l\u2019altra col destro. Il tempo a \u2018tre\u2019 deriv\u00f2 da altre danze popolari tedesche progenitrici del walzer (l\u00e4ndler, deutscher tanz, ecc.), ma solo in esso raffinazione, semplificazione ed efficacia ritmica raggiunsero il livello capace di renderlo la danza preferita dalla borghesia cittadina austriaca e dall\u2019aristocrazia dell\u2019intera Europa. Inoltre, non solamente per i sudditi di Francesco Giuseppe, ma anche in Francia, in Gran Bretagna, nella giovane America e persino in Italia, il walzer manifest\u00f2 appieno il \u2018sentire\u2019 pi\u00f9 orizzontale della societ\u00e0 ottocentesca, diventando espressione di stabilit\u00e0 ed equilibrio sociale. I Viennesi adoravano il ballo e la celebrazione del Congresso della Restaurazione fu accompagnato da una costellazione di feste, banchetti e ricevimenti imbevuti di musica e danze. In tale occasione, storicamente fondamentale, la condivisione tra i potenti del mondo di questa forma d\u2019intrattenimento ne gener\u00f2 la successiva, immediata diffusione a pioggia nel tessuto dei vari popoli europei.<br>\u00c8 proprio in questa parte iniziale del XIX sec. che appaiono degli artisti che piegano tutto questo mondo di idee e sensazioni nella direzione del peculiare gusto viennese. Josef Lanner e la sua orchestra, ma soprattutto, poco dopo, Johann Strauss, che ne fond\u00f2 una in diretta concorrenza col primo, condussero il walzer per la prima volta verso un terreno sconosciuto e straordinario: musica intelligente, di gusto, che coniuga alla sognante, a volte eterea, vena melodica &#8211; assolutamente cantabile, come ognuno di noi pu\u00f2 sperimentare rammentandone i motivi pi\u00f9 belli &#8211; un potente impulso ritmico che la focalizza, la vivifica e non fa cadere il discorso nel suo progredire: uno stimolo continuo e rassicurante. Johann, che in pochi anni rese il nome Strauss famoso nel mondo, con la sua orchestra veniva acclamato in tutta Europa e negli Stati Uniti, compiendo tourn\u00e9es di grande successo. In una critica pubblicata in Francia, il grande Hector Berlioz scrisse: &#8220;Non eravamo pienamente consapevoli della perfezione, del fuoco, dell\u2019intelligenza e del senso ritmico che Strauss e la sua orchestra possiedono. Sentitemi bene: il ritmo! (&#8230;) Le possibilit\u00e0 di combinazioni ritmiche sono altrettanto feconde di quelle melodiche&#8221;.<br>Frattanto a Vienna crescevano i rampolli di Johann, tra cui brill\u00f2 da subito il primogenito, anche lui di nome Johann. Nonostante tutti i tentativi che il padre profuse per dissuaderlo dal seguire la sua fortunata ma impervia carriera, Johann jr. esord\u00ec il 15 ottobre 1844, e la storia musicale occidentale si arricch\u00ec di uno dei compositori pi\u00f9 smaglianti di sempre. Violinista di raro talento come suo padre, ma pi\u00f9 abile come direttore e compositore assolutamente superiore, raggiunse in breve tempo la fama assoluta che oscur\u00f2 tutti gli altri, padre compreso. Johann jr. scrisse centinaia di walzer e numerose altre danze divenute celeberrime. Per citarne solo le pi\u00f9 famose:<br>Sul bel Danubio blu, diventato il manifesto di questa forma d\u2019arte, carica di significati che la storia, pi\u00f9 che l\u2019autore, gli ha impresso; Rose del sud, Vita d\u2019artista, Vino donne e canto, Foglie del mattino.<br>Forse \u00e8 la sua capacit\u00e0 di incomparabile affabulatore musicale che rende i suoi lavori cos\u00ec vivi ed allo stesso tempo fuori dalla realt\u00e0. La sensazione di distacco dalla banalit\u00e0, dalla noiosa realt\u00e0 di tutti i giorni, \u00e8 data dalla signorilit\u00e0 delle melodie, dal generoso prorompere del buon umore, venato dalla consapevolezza del reale, che per\u00f2 non riesce ad avere &#8211; per fortuna &#8211; il sopravvento. In Storielle del bosco viennese Strauss jr. ci regala una pagina che, meglio di altre, nel descrivere sensazioni ed emozioni, si arricchisce di quello straordinario senso delle cose che solo l\u2019adesione alla terra (direbbe Nietzsche), alla propria adorata \u2018heimat\u2019, pu\u00f2 dare. Il passo che ce lo conferma \u00e8, dopo il proemio, l\u2019attacco della danza dell\u2019introduzione da eseguirsi, secondo la partitura originale, con la cetra, strumento a corde pizzicate tipico della musica popolare austriaca. La sua ammaliante sonorit\u00e0, la sua bellezza e malinconica delicatezza, aprono e chiudono con incantevole eleganza lo scrigno della sezione centrale contenente il walzer vero e proprio. Celeberrimo, ricchissimo e arrivato, questo grande musicista si volse poi al teatro, e in poco tempo ci don\u00f2 il capolavoro assoluto dell\u2019operetta che, ineluttabilmente, si fonda su walzer di estrema raffinatezza:<br>Die Fledermaus (Il pipistrello). Chi non l\u2019ha mai visto o ascoltato si perde un bel momento della vita. Mai buon umore, gioia di vivere, piacere dello stare insieme, commedia e scherzo, convivono cos\u00ec mirabilmente in una pi\u00e8ce musicale. L\u2019amore e la bellezza ne vengono arricchiti, con un sorriso o una battuta pungente. La dote dell\u2019intelligenza sposa pi\u00f9 efficacemente il riso che il pianto. Tutti i grandi musicisti dell\u2019Ottocento e del XX sec. furono influenzati dall\u2019arte di Johann Strauss jr., in particolare Chopin, Liszt, Wagner (che ne era ammaliato), Brahms (che rimpiangeva di non essere Strauss jr.), Gounod, Ciaikovskji, Mahler. Richard Strauss, omonimo bavarese non imparentato con la schiatta degli Strauss viennesi, trasfigur\u00f2 questo modo di \u2018sentire\u2019 il walzer nel suo altrettanto mirabile Rosenkavalier del 1911. Ravel amer\u00e0 perdutamente questa forma viennese, e questa sua predilezione lo indurr\u00e0 a scrivere La Valse, supremo cimento sinfonico novecentesco.<br>Johann jr., coadiuvato dai fratelli Joseph ed Edward, termina il suo cammino terreno nel 1899, quasi presago che il nuovo secolo condurr\u00e0 di l\u00ec a poco il suo amato mondo alla fine. Eppure ancora oggi, nel XXI sec., il walzer, e quelli degli Strauss in particolare, continua ad essere per noi fonte di gioia, d\u2019intelligente piacere pieno di sentimenti che ci fa ancora sognare. Auspico che questa distesa di meraviglie ci accompagni dal tradizionale concerto viennese di capodanno per tutto l\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Paolo Brecciaroli<\/em>\u00a0(Riproduzione vietata)<\/p>\n\n\n\n<p><br><a href=\"index.html\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIENNA E IL WALZER di Paolo Brecciaroli Nell\u2019antica Grecia le espressioni artistiche fondate sul ritmo venivano considerate tre aspetti dello stesso fenomeno, strettamente legati l\u2019uno all\u2019altro: la poesia, la musica e la danza.Riguardo a quest\u2019ultima, la musica popolare \u00e8 spesso classificabile come musica da ballo, intesa come sonoro sul quale basare l\u2019uso espressivo del corpo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-277","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/277","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=277"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/277\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":278,"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/277\/revisions\/278"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.euphoniaclassica.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=277"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}